Informativa sulla privacy
Questa informativa descrive come White Chat tratta i dati necessari al funzionamento, alla sicurezza, alla moderazione e all'assistenza.
Ultimo aggiornamento: 4 ottobre 2026
In sintesi
Gennaro Bianco gestisce White Chat e tratta i dati per offrire la chat, contrastare gli abusi e rispondere alle richieste. Non sono presenti pubblicità né profilazione pubblicitaria.
- I messaggi testuali transitano sul server e non sono cifrati end-to-end. In videochat l’altra persona può conoscere il tuo IP pubblico.
- Il browser registra automaticamente una finestra mobile fino a circa tre minuti dell’audio e del video ricevuti. La invia a White Chat solo se segnali; la cancellazione del filmato caricato è programmata dopo cinque giorni in via ordinaria dalla prima segnalazione accettata.
- L’ingresso dello staff nelle conversazioni in diretta è disabilitato, anche per il gestore. Resta disponibile la revisione protetta del materiale associato alle segnalazioni.
- L’accesso a nuove chat è destinato, in via ordinaria, a chi si trova in Italia. La verifica usa il paese stimato dall’IP; in caso di errore puoi scegliere la verifica della posizione del browser oppure chiedere una revisione tramite il numero di verifica. Per lo staff autenticato è prevista un’esenzione temporanea, descritta insieme al controllo e ai dati trattati nella sezione sul controllo territoriale. Le coordinate non vengono conservate.
- Puoi chiedere la revisione dei ban e l’esercizio dei tuoi diritti scrivendo a assistenza@whitechat.it o tramite Assistenza.
Questa sintesi non sostituisce i dettagli che seguono, inclusi tempi di conservazione e limiti tecnici.
1. Titolare e contatti
Il titolare del trattamento è Gennaro Bianco, persona fisica che gestisce White Chat come progetto personale gratuito. La gestione e la moderazione sono svolte attualmente dal solo titolare. Puoi contattarlo scrivendo a assistenza@whitechat.it oppure attraverso il modulo Assistenza, anche per richieste relative alla privacy.
Per comunicazioni generali puoi scrivere a contatti@whitechat.it. L’indirizzo social@whitechat.it è dedicato alla gestione dei canali social di White Chat; per assistenza e diritti sui dati resta disponibile assistenza@whitechat.it.
2. Dati trattati
White Chat può trattare nome visualizzato, identificatori tecnici del dispositivo e della sessione, indirizzo IP, data e ora, modalità testo o video, browser, sistema operativo, stato della connessione, messaggi testuali, segnalazioni, provvedimenti di moderazione e richieste inviate all’assistenza. In videochat, un breve buffer audio/video del solo flusso ricevuto viene trattato localmente dal browser come descritto nella sezione 3. Quando viene inviata una segnalazione, per sicurezza e moderazione vengono associati al rapporto e mostrati al gestore il nome visualizzato e i dati tecnici sia di chi segnala sia della persona segnalata, inclusi IP, sessione, identificatore pseudonimo del dispositivo, browser e sistema operativo.
L’indirizzo email e il contenuto delle richieste inviati tramite email o modulo Assistenza sono usati per rispondere e gestire la richiesta.
Per il controllo territoriale trattiamo un identificatore casuale protetto del browser, un numero di verifica, indirizzo IP pubblico rilevato dalla connessione, paese stimato, date dei tentativi, esito della verifica, eventuale fascia di precisione e motivazione della richiesta di revisione. Se scegli la verifica della posizione, il browser può fornire coordinate anche precise e una stima della loro precisione: il server le usa soltanto per il controllo corrente e non le conserva nel database, nei registri applicativi o nel cookie. Non richiediamo un indirizzo postale e non conserviamo una cronologia degli spostamenti. I dettagli sono nella sezione 10.
3. Chat testuali e videochat
L’ingresso dello staff nelle conversazioni in diretta è disabilitato, anche per il gestore. Il pannello amministrativo non permette di aggiungersi come terzo partecipante, osservare la conversazione in diretta o ricevere i suoi flussi audio/video. La disattivazione riguarda anche l’invio di richieste di ascolto audio.
Non è disponibile al gestore una cronologia generale consultabile delle conversazioni concluse. L’area dei casi riguarda conversazioni segnalate o casi di moderazione già aperti e motivati prima della disattivazione dell’ingresso in diretta. Un caso del gestore resta distinto dalle segnalazioni degli utenti e non incrementa il Watchdog. La consultazione riguarda soltanto i dati ancora conservati: i messaggi seguono il limite ordinario di 24 ore, salvo uno specifico vincolo legale.
Restano disponibili la gestione delle segnalazioni, i provvedimenti di moderazione e la revisione protetta del materiale audiovisivo caricato in relazione alle segnalazioni. La partecipazione dello staff come normale interlocutore alla chat pubblica è distinta dall’ingresso amministrativo nelle conversazioni altrui.
Le scadenze e la cancellazione anticipata descritte in questa sezione hanno l’eccezione esplicita della sezione 9: conservazione per obblighi di legge, anche per i frammenti registrati di caricamenti incompleti.
Le videochat vengono chiuse dopo un massimo di 6 ore e le chat testuali dopo un massimo di 8 ore.
I messaggi testuali non sono crittografati end-to-end: transitano e possono essere conservati sui sistemi di White Chat per erogare il servizio, prevenire abusi e gestire segnalazioni. I flussi audio e video WebRTC sono cifrati durante il trasporto e, nel percorso ordinario di questa versione, viaggiano direttamente tra i due dispositivi quando la rete lo consente. L’accesso amministrativo del gestore è protetto e viene registrato.
L’ingresso amministrativo nelle conversazioni attive, l’osservazione dei loro video e l’ascolto audio in diretta sono disabilitati per tutti i ruoli, gestore compreso. Il pannello non può inviare nuove richieste di ascolto. La gestione delle segnalazioni e dei provvedimenti resta distinta dalla partecipazione alla conversazione.
La cattura centrale continua sul server resta disattivata. Durante una videochat compatibile, però, ciascun browser mantiene sul dispositivo una finestra mobile degli ultimi frammenti del solo flusso audio/video ricevuto dall’altra persona, fino a circa tre minuti e con limiti di numero e dimensione. I frammenti più vecchi vengono sostituiti dai nuovi. Questo buffer non include il video locale, non viene inviato in modo continuo a White Chat e viene eliminato quando la conversazione termina normalmente senza segnalazione.
Se il browser o il dispositivo si arresta inaspettatamente, eventuali frammenti residui restano nello spazio locale protetto del browser: vengono ignorati dopo 24 ore e rimossi alla successiva apertura utile di White Chat. Se l’utente invia una segnalazione, il buffer disponibile viene congelato e caricato in modo protetto, anche mediante tentativi successivi dopo una breve interruzione di rete. Il caricamento può essere incompleto o assente per limiti del browser, chiusura improvvisa, spazio insufficiente o problemi di connessione.
Il filmato caricato proviene dal browser di chi segnala e serve come elemento di supporto alla moderazione: può essere parziale, alterato dal dispositivo o non rappresentare l’intero contesto e non viene presentato come prova forense autonoma. La prima segnalazione accettata programma la cancellazione dopo cinque giorni in via ordinaria, senza proroghe dovute a segnalazioni successive; la cancellazione può avvenire prima e, in caso di indisponibilità temporanea del servizio, viene ripresa automaticamente al ripristino. Soltanto il gestore può riprodurlo nell’area riservata, con accessi registrati, o eliminarlo anticipatamente.
Eventuali registrazioni cifrate create prima della versione Lite mantengono le scadenze e le protezioni già applicabili: senza segnalazioni ne viene avviata la cancellazione alla chiusura, mentre la prima segnalazione accettata può conservarle per cinque giorni esatti, senza proroga per segnalazioni successive e con possibile cancellazione anticipata. Soltanto il gestore può consultarle tramite una sessione breve e tracciata del player protetto; non sono disponibili come file o download.
La videochat tenta prima una connessione diretta peer-to-peer tra i due dispositivi. Durante la negoziazione WebRTC l’altra persona può tecnicamente conoscere il tuo indirizzo IP pubblico e usarlo per stimare il provider e un’area geografica approssimativa. Se la connessione diretta non riesce, il servizio prova il relay TURN come percorso di riserva; la disponibilità del relay non garantisce che l’indirizzo IP non sia già stato condiviso durante la negoziazione. I fornitori dell’infrastruttura possono comunque trattare i dati tecnici necessari alla connessione.
Dove il browser lo supporta, la presenza del volto viene controllata direttamente sul dispositivo dell’utente: nessun fotogramma viene inviato al server. White Chat riceve soltanto segnali tecnici temporanei, come fotocamera attiva, controllo disponibile e volto rilevato o non rilevato.
Quando il gestore, autenticato come Founder, partecipa normalmente a una videochat, può usare il comando privato /micstatus per verificare lo stato del microfono dell’altra persona. Solo su questa richiesta il browser dell’interlocutore comunica tramite il server se la propria traccia audio è attiva, disattivata o non disponibile. Il risultato riguarda il momento della verifica: non indica se la persona sta parlando, non misura il volume e non certifica eventuali blocchi fisici del microfono o del sistema operativo. Il comando non attiva il microfono, non ascolta né registra audio e non consente di controllare conversazioni altrui dalla dashboard.
4. Finalità e basi del trattamento
- fornitura della chat e abbinamento casuale;
- verifica della disponibilità territoriale per le nuove chat, gestione dei possibili errori e delle eccezioni motivate autorizzate dal gestore;
- sicurezza, prevenzione di spam, frodi e abusi;
- gestione delle segnalazioni, dei ban e dei reclami;
- creazione locale di un buffer limitato del flusso ricevuto e, soltanto dopo una segnalazione, caricamento e revisione protetta, temporanea e tracciata del materiale disponibile da parte del gestore;
- revisione protetta, temporanea e tracciata delle eventuali registrazioni storiche collegate a una segnalazione da parte del gestore;
- applicazione di provvedimenti di moderazione senza ingresso amministrativo nelle conversazioni attive;
- risposta alle richieste di assistenza;
- adempimento di obblighi di legge e richieste legittime delle autorità.
Le basi giuridiche possono includere esecuzione del servizio richiesto, legittimo interesse alla sicurezza e moderazione, consenso quando necessario e obblighi legali.
Nella versione corrente non vengono richiesti consensi per l’ascolto audio in diretta da parte del gestore, perché questa funzione è disabilitata. Il buffer locale e la revisione delle segnalazioni restano trattamenti distinti, descritti sopra.
Per ridurre gli abusi, White Chat usa un sistema automatico di moderazione denominato Watchdog. L’accumulo di segnalazioni rilevanti provenienti da dispositivi distinti nell’arco di una finestra mobile di 24 ore può determinare una sospensione tecnica di 24 ore dell’identificatore del dispositivo segnalato. Quando la sospensione viene applicata, il relativo contatore viene azzerato.
Se, dopo l’applicazione o la scadenza della sospensione del dispositivo, vengono rilevate ulteriori segnalazioni rilevanti e distinte nell’arco di 24 ore collegate allo stesso indirizzo IP, Watchdog può applicare un ban dell’indirizzo IP per 3 giorni. Questa correlazione tecnica serve a contrastare l’aggiramento dei provvedimenti e può coinvolgere persone che condividono la stessa connessione; per questo ogni provvedimento può essere revocato dal gestore e puoi chiederne la revisione tramite Assistenza. Le categorie vaghe o legate soltanto alla visibilità del volto non attivano automaticamente il Watchdog.
Durante un provvedimento attivo, i tentativi di accesso respinti possono essere registrati temporaneamente con indirizzo IP, tipo di blocco, motivo e scadenza. La registrazione è limitata per evitare duplicazioni e serve a verificare il corretto funzionamento delle misure di sicurezza.
5. Tempi di conservazione previsti
I termini seguenti sono applicati dalla pulizia automatica al primo ciclo utile: normalmente entro 15 minuti per il database e cinque minuti per le clip. Un’indisponibilità del servizio può ritardare l’esecuzione. La rimozione dalla consultazione amministrativa non equivale alla cancellazione immediata di ogni dato tecnico.
- messaggi testuali ordinari: fino a 24 ore;
- segnali tecnici della videochat: fino a 6 ore;
- verifica /micstatus: richiesta valida per un massimo di 8 secondi; lo stato viene rimosso dal dato operativo quando il risultato viene ritirato. Le richieste e le risposte residue scadute vengono eliminate al successivo controllo utile o ciclo di pulizia automatica, normalmente entro 15 minuti. Non viene creato uno storico dedicato degli stati del microfono; restano applicabili i tempi delle copie automatiche del database descritti sotto;
- buffer audio/video sul dispositivo: eliminato alla chiusura normale senza segnalazione; dopo un arresto imprevisto viene ignorato trascorse 24 ore e rimosso alla successiva apertura utile del sito;
- buffer locale caricato a seguito di una segnalazione: cancellazione programmata dopo cinque giorni in via ordinaria dalla prima segnalazione accettata, senza proroga per segnalazioni successive e con possibile cancellazione anticipata; eventuali operazioni rimaste sospese durante un’indisponibilità temporanea riprendono automaticamente al ripristino, mentre un caricamento incompleto viene invalidato dopo 24 ore;
- eventuali registrazioni cifrate di sicurezza create prima della versione Lite: senza segnalazioni, cancellazione avviata alla chiusura e completata appena il canale autoritativo lo consente; durante eventuali tentativi automatici restano cifrate e isolate, con eliminazione di media e chiave comunque entro il tetto tecnico assoluto di 120 ore dalla creazione della cattura. In presenza di una segnalazione accettata si applica una scadenza distinta: cinque giorni esatti dalla prima segnalazione, senza proroga per segnalazioni successive e con possibile cancellazione anticipata;
- dati delle conversazioni concluse: fino a 7 giorni;
- segnalazioni e relativi dati tecnici di entrambe le parti: fino a 30 giorni, salvo necessità di accertamento, revisione o obblighi legali;
- richieste e risultati del controllo territoriale: fino a 30 giorni dall’ultimo tentativo. Se è ancora valida un’autorizzazione manuale, restano soltanto i dati minimi necessari a riconoscerla e gestirla; dopo 30 giorni senza nuovi tentativi vengono rimossi IP, paesi rilevati, dettagli della verifica della posizione e motivazione inviata dall’utente. Le autorizzazioni senza scadenza restano fino a revoca. Le decisioni amministrative seguono la conservazione del registro amministrativo;
- contatori tecnici delle richieste di verifica territoriale: fino a 24 ore; non contengono coordinate e usano un’impronta dell’IP invece dell’indirizzo in chiaro;
- richieste del modulo Assistenza: fino a 365 giorni dall’ultimo aggiornamento; registri amministrativi: fino a 365 giorni dall’evento, con le eccezioni indicate per dati protetti. Questa pulizia non elimina automaticamente la corrispondenza nella casella email;
- eventuali eventi storici aggregati relativi alle richieste di ascolto audio, come richiesta, attivazione, mancata accettazione e termine: fino a 12 mesi nel registro amministrativo, senza audio, trascrizioni o indicazione di quale partecipante abbia rifiutato, non risposto o revocato;
- voti Watchdog: contano soltanto nella finestra prevista di 24 ore; i record non già eliminati dai reset vengono rimossi dopo 30 giorni. I conteggi collegati ai provvedimenti vengono azzerati nei passaggi del ciclo automatico, alla revoca o alla scadenza applicabile;
- marker tecnico di recidiva collegato al precedente provvedimento: per un massimo di 30 giorni, salvo azzeramento anticipato alla revoca o alla scadenza prevista dal ciclo automatico;
- dati dei ban conclusi e registri delle azioni di moderazione: fino a 12 mesi dalla scadenza o revoca, salvo ulteriore necessità di sicurezza, revisione o obblighi applicabili; i provvedimenti permanenti restano conservati finché attivi. Gli eventi relativi a una registrazione non possono essere eliminati manualmente e sono esclusi dalla cancellazione automatica finché la registrazione è attiva; dopo il suo stato terminale seguono il limite ordinario di 12 mesi.
Le copie automatiche del database create da White Chat sono salvate sullo stesso server VPS e possono contenere temporaneamente dati già rimossi dal database principale. Vengono eliminate dopo 31 giorni, al successivo ciclo di controllo, normalmente ogni 6 ore; in caso di indisponibilità la pulizia riprende al ripristino. Queste copie non comprendono i file audio/video delle clip caricate, le registrazioni del precedente sistema o le relative chiavi e non costituiscono una copia completa del servizio su un dispositivo separato.
6. Destinatari e sicurezza
Nella configurazione corrente, il sito, il database e l’archivio delle clip utilizzano il VPS OVHcloud in Francia; la posta usa OVHcloud Zimbra. Le interfacce software del database e dell’archivio non indicano, in questa installazione, un database esterno aggiuntivo. Questo non garantisce che tutti i percorsi Internet, gli interlocutori o i subfornitori siano situati nell’Unione europea.
I dati possono essere trattati dal gestore e dai fornitori dei servizi tecnici necessari, quali hosting, database, connessione e relay video, posta elettronica e recapito delle richieste di assistenza. Nel collegamento video diretto, anche l’altro partecipante può tecnicamente ricevere l’indirizzo IP pubblico necessario alla connessione WebRTC.
La posta elettronica di White Chat è gestita dal titolare tramite OVHcloud Zimbra, nella casella dedicata contatti@whitechat.it. Gli indirizzi assistenza@whitechat.it e social@whitechat.it sono alias della stessa casella: i messaggi vengono ricevuti e gestiti su OVHcloud, senza inoltro automatico a una casella personale esterna.
Per fornire il servizio di posta, OVHcloud tratta per conto del titolare gli indirizzi email, il contenuto dei messaggi e gli eventuali allegati, secondo le condizioni contrattuali applicabili. Maggiori informazioni sono disponibili nella documentazione di OVHcloud sulla protezione dei dati personali. Questi recapiti servono a gestire la corrispondenza; non comportano l’invio automatico delle conversazioni o delle clip di White Chat via email.
I dati di entrambe le parti associati alle segnalazioni e il materiale audiovisivo disponibile sono consultabili dal solo gestore nell’area riservata, per valutare gli abusi e gestire eventuali provvedimenti. La revisione di audio e video avviene tramite un player protetto; ogni apertura viene registrata. Il player non espone percorsi o funzioni di download, Picture-in-Picture e trasmissione remota. Il gestore può richiedere la cancellazione anticipata del buffer caricato.
L’accesso in diretta ai flussi delle conversazioni altrui non è disponibile. Restano registrati gli accessi amministrativi, le revisioni protette, la consultazione consentita dei messaggi relativi ai casi e le azioni di moderazione. Le credenziali amministrative sono protette e le password non sono conservate in chiaro.
7. Diritti
Nei casi previsti puoi chiedere accesso, rettifica, cancellazione, limitazione e portabilità dei dati, e opporti ai trattamenti fondati sul legittimo interesse. Puoi revocare un consenso prestato senza pregiudicare la liceità del trattamento precedente alla revoca. Puoi inoltre chiedere la revisione umana di un provvedimento automatico e proporre reclamo al Garante per la protezione dei dati personali.
Per esercitare i diritti scrivi a assistenza@whitechat.it oppure usa il modulo Assistenza indicando “Privacy” come categoria. Descrivi la richiesta e, se disponibile, indica il codice o l’orario della conversazione: potranno essere richieste solo le informazioni necessarie a identificarne i dati e verificare la richiesta.
8. Pubblicità
In questa versione non sono presenti pubblicità né profilazione pubblicitaria. Eventuali modifiche ai trattamenti saranno descritte in un aggiornamento dell’informativa e, quando necessario, sottoposte a una scelta di consenso separata.
9. Conservazione per obblighi di legge
Le scadenze ordinarie e la possibilità di cancellazione anticipata non si applicano al materiale ancora disponibile che il gestore sottopone a uno specifico obbligo di conservazione. Il vincolo riguarda la segnalazione, i dati e messaggi pertinenti ancora presenti e le clip locali, compresi i frammenti registrati dal sistema per caricamenti incompleti. Non rende completa una clip parziale e non prolunga la finestra autorizzata per caricarla. Nei casi previsti dall’art. 14-ter della legge 269/1998, il materiale oggetto della segnalazione all’autorità deve essere conservato per almeno 45 giorni; eventuali richieste dell’autorità possono imporre termini ulteriori. Non tutte le segnalazioni degli utenti ricadono in questo obbligo. Il gestore registra motivo e termine, riesamina la necessità della conservazione e rilascia il vincolo solo quando non restano obblighi, applicando poi le scadenze ordinarie. Il vincolo non recupera materiale già eliminato, non ricevuto o non più collegato alla segnalazione. Le registrazioni del vecchio sistema non sono protette da questo controllo e richiedono una verifica separata della loro effettiva conservabilità. L’attivazione del vincolo non invia automaticamente una segnalazione alle autorità.
10. Verifica territoriale e revisione degli errori
Stima del paese tramite IP
Il controllo iniziale stima il paese dell’indirizzo IP usando una banca dati presente sul server. L’IP non viene inviato a DB-IP per una ricerca esterna. La stima può essere errata, per esempio per la rete dell’operatore, una VPN o dati non aggiornati: non determina la cittadinanza né dimostra da sola la posizione fisica.
L’archivio IP locale viene aggiornato automaticamente con le edizioni mensili di DB-IP Lite. Il server scarica l’archivio generale, non invia al fornitore gli IP o le coordinate dei visitatori. Se un aggiornamento non riesce, continua a usare l’ultima copia valida; un archivio mancante o troppo vecchio non viene considerato una prova di presenza all’estero e può rendere necessaria una verifica alternativa.
Posizione facoltativa, non tracciamento continuo
Quando l’IP non consente l’accesso puoi scegliere separatamente di condividere la posizione tramite il permesso del browser. White Chat richiede una singola rilevazione quando premi «Verifica la posizione», non un monitoraggio continuo. Se serve una nuova verifica e il browser conferma che il permesso è già concesso, la schermata può avviare automaticamente una nuova rilevazione, mostrandola in corso e consentendo di annullarla. Se il permesso non è disponibile o il browser non permette di conoscerlo, resta il pulsante per procedere volontariamente. Il confronto avviene sul server con i confini geografici e considera anche l’incertezza dichiarata dal dispositivo; vicino ai confini o con dati insufficienti il risultato può rimanere incerto. Non concedere il permesso, non avere una posizione disponibile o ricevere un risultato incerto non significa essere classificati come presenti all’estero. Puoi invece inviare una richiesta di revisione indicando il numero mostrato. La posizione fornita dal browser non è una certificazione e può essere influenzata dal dispositivo.
Conserviamo soltanto il paese eventualmente determinato, l’esito, una fascia di precisione e l’orario della verifica, non le coordinate. Un esito automatico favorevole della posizione vale al massimo 24 ore ed è legato all’IP della verifica. Quando cambia l’IP, il nuovo indirizzo viene valutato: se non conferma l’Italia, il vecchio esito della posizione non autorizza nuove chat e serve una nuova verifica o un’eccezione valida. Una variazione di rete durante la rilevazione può richiedere di ripeterla. Le verifiche automatiche non prolungano la validità senza una nuova posizione ricevuta e valutata. Il cookie tecnico descritto nella pagina Cookie collega il browser alla propria richiesta senza usare il solo codice pubblico come credenziale.
Per collegare l’esito della posizione alla rete conserviamo anche un’impronta tecnica dell’IP, distinta per browser e rimossa insieme ai dettagli della verifica secondo i tempi indicati nella sezione 5. Non contiene coordinate e non viene usata per costruire una cronologia degli spostamenti.
Puoi cambiare o revocare il permesso di posizione nelle impostazioni del browser. Questo impedisce nuove rilevazioni, ma non cancella automaticamente gli esiti già ricevuti da White Chat o un’autorizzazione ancora valida; per i dati sul server puoi esercitare i diritti descritti nella sezione 7.
Revisione e autorizzazioni del gestore
Soltanto il gestore con ruolo Founder può concedere, motivare o revocare un’autorizzazione geografica manuale, anche eccezionalmente dall’estero. Può avere una scadenza oppure essere valida fino a revoca; resta legata al browser che ha presentato la richiesta e non elimina ban, requisiti di età o altri controlli. La revoca o la scadenza blocca nuove ammissioni ma non interrompe da sola una conversazione già iniziata. La dashboard, l’assistenza e le pagine informative restano raggiungibili dall’estero; l’accesso ai dati della dashboard richiede sempre l’autenticazione e i relativi permessi.
Il Founder può anche azzerare una verifica geografica: è un’azione distinta dalla semplice revoca. Rimuove la richiesta corrente, gli esiti e le autorizzazioni territoriali collegate e interrompe le conversazioni attive associate a quella verifica. Per un nuovo accesso occorre ripetere i controlli applicabili. L’azzeramento viene registrato nel registro delle azioni amministrative; non elimina ban, segnalazioni, materiale probatorio o obblighi di conservazione, che seguono le rispettive regole.
Il numero di verifica serve a individuare la richiesta, non autorizza l’ingresso da solo. La revisione non richiede di inviare documenti d’identità, un indirizzo di casa o fotografie: descrivi soltanto il problema riscontrato. Un’eccezione autorizza l’accesso al servizio, non certifica dove si trova la persona.
Staff autenticato
Il server usa anche lo stato della sessione staff per riconoscere un’esenzione automatica dal controllo territoriale, valida per tutti i ruoli soltanto finché la sessione autenticata è valida. Non richiede la posizione del browser né una nuova autorizzazione geografica manuale e non crea un permesso permanente. Con il logout, la scadenza o la revoca della sessione, alle nuove ammissioni tornano ad applicarsi i controlli ordinari e le eventuali autorizzazioni manuali ancora valide. L’esenzione non rimuove ban, requisiti di età o altri controlli e non abilita l’ingresso amministrativo nelle conversazioni altrui.
Fonti geografiche: IP Geolocation by DB-IP, banca dati DB-IP Lite con licenza CC BY 4.0. Il confronto territoriale usa confini distribuiti da geoBoundaries: Italia da ISTAT (fonte e metadati, CC BY 3.0); San Marino da OpenStreetMap contributors tramite Wambacher (attribuzione, ODbL 1.0); Città del Vaticano da Wikimedia, indicata come pubblico dominio nei metadati geoBoundaries. I confini vengono elaborati per il controllo del paese e dell’incertezza, non per tracciare gli utenti.